In Sicilia nasce uno dei più grandi poli energetici innovativi d'Europa

A Belpasso, in provincia di Catania, il Gruppo Ludoil sta dando forma a un'infrastruttura che, per scala, integrazione elogica di filiera, si candida a diventare uno dei più grandi poli energetici d'Europa: un complesso industriale dove rifiuti, residui agricoli, sole e materie prime di seconda generazione convergono in un unico ecosistema produttivo, totalmente decarbonizzato.

177.000 tonnellate di FORSU trasformate in biometano

Il primo asset del polo è un impianto di biometano da FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) con una capacità di trattamento di 177.000 tonnellate annue di rifiuti, da cui si producono 1.936 Smc/ora di biometano immesso nella rete nazionale. Per dare la misura del bacino servito: in Italia ogni cittadino produce mediamente 95–100 kg/anno di rifiuto organico differenziato. L'impianto è in grado di chiudere il ciclo dell'umido di un bacino compreso tra 1,7 e 2 milioni di abitanti - più di un terzo dell'intera popolazione siciliana, o un'area equivalente alle città metropolitane di Catania, Messina e Palermo messe insieme.

Il biometano agricolo

Accanto all'impianto FORSU, in fase di ultimazione e con avvio commerciale previsto a giugno 2026, sorge un secondo impianto di biometano dedicato alla filiera agricola, con una capacità di trattamento di 80.000 tonnellate annue di biomasse e una produzione di 500 Smc/ora. L'agricoltura siciliana produce ogni anno una quantità ingente di sottoprodotti e residui colturali, che oggi rappresentano spesso un costo di smaltimento o una gestione ambientale impropria. Trasformarli in energia significa restituire valore alla filiera agricola del territorio, creare un mercato per ciò che oggi è scarto e ottenere come co-prodotto un di gestato ad alto valore ammendante, che torna ai campi sostituendo i fertilizzanti di sintesi.

Oltre Belpasso, la dimensione regionale e l'impianto di Enna

A Enna, sempre con avvio operativo previsto a giugno 2026, è in fase avanzata di realizzazione un terzo impianto di biometano del Gruppo Ludoil, dedicato al trattamento di 69.000 tonnellate annue di rifiuti, con una produzione di ulteriori 500 Smc/ora immessi in rete. I due plessi produttivi configurano per la prima volta in Sicilia un sistema regionale integrato di biometano, capace di servire sia la fascia costiera orientale sia il cuore agricolo interno dell'isola. Una visione resa possibile dalla Regione Siciliana, che ha accompagnato la complessità autorizzativa di progetti di questa scala con tempi compatibili con quelli dell'industria.

L'output degli impianti

Sommando le tre linee produttive, la produzione complessiva del Gruppo Ludoil in Sicilia raggiunge circa 23,5 milioni di Smc di biometano l'anno. E considerando il consumo medio di un veicolo a metano (circa 5,7 Smc per 100 km), la produzione siciliana è sufficiente ad alimentare oltre 400 milioni di chilometri di percorrenza annua: l'equivalente del fabbisogno di mobilità di circa 33.000 famiglie italiane. Tutto questo con un combustibile a emissioni nette negative lungo l'intero ciclo di vita.

L'autonomia energetica: 10 MW di solare + 15 MW di accumuli

Un polo di questa scala ha un fabbisogno energetico significativo. Per questo sono già installati 6 MW di fotovoltaico abbinati a 10 MW di sistemi di accumulo (BESS), ed è in costruzione un secondo step da ulteriori 4 MW di solare e 5 MW di BESS. A regime, il polo disporrà di 10 MW di generazione fotovoltaica e 15 MW di capacità di accumulo, sufficienti a garantire l'autonomia energetica di entrambi gli impianti di biometano.

Oli vegetali per HVO, 50 kton entro il 2028

Entro l'estate 2026 sarà operativo nel polo anche un impianto per la produzione di oli vegetali da semi, destinati alla produzione italiana di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), il diesel rinnovabile che sta sostituendo il gasolio fossile nei trasporti pesanti, nell'aviazione(SAF) e nel marittimo. L'obiettivo è la produzione di 50.000 tonnellate di oli vegetali entro il 2028. Il progetto apre un nuovo mercato di sbocco per l'agricoltura siciliana e dell'area catanese, integrando il polo di Belpasso con l'intero indotto agricolo regionale, oltre che con la filiera dei rifiuti urbani.

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